da un'idea di "Era un anno a casa" un blog tutto ... da leggere!!!

venerdì 12 agosto 2016

Ancora Yocci




Voi non vi ricorderete questo post...

E chi puo` biasimarvi...io a volte dimentico di avere questo blog !
No non e` vero, non l'ho dimenticato ma come faccio ad aggiornare tutto?
La vita cambia: cambio io, cambiano i miei figli, i ritmi famigliari, gli impegni piu` o meno quotidiani. Ma vabbe` mica volevo rifilarvi un pippone per giustificarmi..

Ma insomma la cosa e` che ieri ho accompagnato mia figlia a cercare libri per il liceo usati

Considerazione numero 1: io ho due figlie al Liceo. Io. Eh?

Considerazione numero 2: entrambe le suddette sono stormenite come pochi. Sono DUE dico DUE mesi che hanno in mano la lista dei libri da comprare e nessuno delle due si e` preoccupata di verificare che quelli che servono a una (che andra` in prima liceo) non fossero gia` in casa (visto che l'altra va in terza). E si che glielo avevo chiesto di verificare. A tutte e due assieme. Poi anche prese una per una. E ridetto. E poi detto ancora, tanto da passare per la madre rincoglionita che ripete le cose sempre 200 volte. Non le conoscessi quelle la`... Ecco ovviamente e` successo che le ho accompagnate alla libreria che sta nella citta` a 15km e gli unici due libri che abbiamo acquistato CE LI AVEVAMO GIA` NELLO SCAFFALE DEI TESTI SCOLASTICI DELLA LORO CAMERA!!!
Mein Gott...Verso le 19.30 ieri sera non avete mica sentito urlare come una posseduta una tipa in lontananza...?

Ma dove eravamo?

Ah si.
La libreria dei testi scolastici usati.
Mentre aspettavamo che il ragazzo cercasse i titoli disponibili mi guardavo intorno. Libri ovunque, scaffali zeppi, mensole sovraccariche. Gli occhi mi cadono su un libricino che avevo addocchiato tempo fa su Amazon ma non avevo mai avevo il coraggio di comprare: "Menu` di Yocci" di Noda Yoshiko







Perche` diciamocelo, in soldoni non e` che lo compri per un fine pratico, non e` un libro di ricette, non ti puoi cimentare nella complicata preparazione di un piatto giapponese basandoti su questi disegni. Ma e` cosi` adorabilmente かわいい (si legge kawaii e vuol dire CARINOOOOO! Magari anche con un paio di occhi a cuoricino).
E poi leggere i caratteri giapponesi (con la buffissima traduzione dell'autrice accanto) mi permette di migliorare nel loro riconoscimento e mi stimola ad imparare vocaboli nuovi. MI invoglia a farlo, non c'e` niente da fare, anche perche` la cucina e` sempre stata per me un mezzo per avvicinarmi alla cultura e lingua altrui.
Questo libro, che non ha nessuna pretesa se non quella di farsi leggere sorridendo, e` un ottimo compagno di esercizio e alimenta in me la speranza che un giorno assaggero` queste pietanze nel paese in cui sono nate.

Il blog di esercizi di disegno di Yocci e` questo.

Le due liceali sono sopravvissute all'onda d'urto comunque.




lunedì 14 settembre 2015

Una mamma ad Aperta-Mente

Arrivo a scuola con la mia bicicletta.
Oggi io sono un’universitaria felice: volo su due ruote, vento nei capelli, jeans e borsa a tracolla a frequentare i corsi. Una volta accomodatami in aula tirerò fuori il blocco appunti e la mia Noris e mi accingerò ad ascoltare con entusiasmo l’oratore di turno.


All’epoca sentivo girare a grande velocita` le ruote ben oliate del mio cervello e tutta la lezione mi appariva davanti agli occhi come un mosaico pieno di colori, dove ogni particolare stava ben concatenato all’altro e ogni tassello prendeva il suo posticino.
Oggi invece il mio cervello scricchiola e so gia’ che piu’ di un tassello non trovera’ mai il suo posto girando a vuoto in un tristissimo loop.
La scuola dove sto entrando infatti non e’ la mia, e’ quella dei miei figli: in questo auditorium da diversi anni vengo ad ascoltarli cantare nel coro natalizio, assisto alle loro imprese teatrali, partecipo alle assemblee dei genitori e dei rappresentanti di classe.
L’entusiasmo che ci metto pero’ e’ lo stesso di quella ragazza di vent’anni fa, perche’ la materia che si discute e’ di mio grandissimo interesse:”La divulgazione per ragazzi tra scienza e conoscenza - una bibliografia per approfondire”.


Mi sono iscritta pochi giorni fa nella Biblioteca Comunale di Pergine Valsugana. Andavo a chiedere se mi avevano tenuto da parte un libro e mentre attendo il mio turno butto l’occhio su un pieghevole giallo, bianco e rosso. E’stata una folgorazione: io nei libri ci sguazzo, ci ho aperto un blog (ok faccio un po’ fatica ad aggiornarlo) in cui ci metto anche le recensioni dei miei figli e qui c’e` addirittura la presentazione di una bibliografia! Sulla brochure spiccano alcuni nomi autorevoli che conosco: Paolo Canton di Topipittori… a Pergine... ? Sarà solo per addetti ai lavori sicuramente.
Io non sono maestra, non sono professoressa, non sono bibliotecaria, non sono libraia,
di fronte a questo corso posso pormi solo come mamma-lettrice.
Ma quando tocca a me la bocca parla dalla pienezza del cuore (Lc 6,45) esordisco con un “Posso partecipare anch’io?”.


Cosi’ sono qui. La differenza da allora, oltre che nel rumore che producono le rotelle del mio cervello, tra le altre cose sta anche nelle taglie in piu’ dei miei jeans e nella presenza dello smartphone che mi lega a ciò che inevitabilmente ho dovuto lasciare fuori da questo auditorium oggi: cinque figli, una serie di parenti che si turnano nell’accudirli (santo in eterno il loro nome) e un marito che viaggia per lavoro all’estero e che ha deciso di programmare il prossimo weekend via whatsapp proprio ora-adesso-now dimenticando che anch’io ogni tanto c’ho da fare (ogni tanto).
Dimenticavo.
Alle 17 ora prevista per termine lavori della giornata di corso mi ha fissato, dalla Grecia dove si trova, la revisione del nostro camper.
Probabilmente e’ convinto di aver sposato la nipote di Superman.


Detto ciò lego la bici e vado al desk a firmare la mia presenza perché a fine lavori riceverò’ un attestato di partecipazione.
All’ingresso e’ stata allestita una mostra bibliografica con molti dei testi protagonisti di questo corso, posso sfogliarli, fotografarli, emozionarmi davanti ad essi.
Alcuni mi colpiscono subito per le illustrazioni, altri per il tipo di impaginazione, altri per il contenuto decisamente originale.Individuo libri che gia’ conosco, ma che non ho in casa, libri che hanno letto i miei figli, libri che vorrei acquistare, ma sempre ritenuti troppo costosi per le mie tasche, libri curiosissimi e curatissimi che giocano con le dimensioni, che costruiscono stupefacenti profondita’ con la carta, libri che dimostrano come l’universo-libro sia davvero paragonabile all’universo stellare a cui apparteniamo: ancora in espansione, ancora pieno di possibilita’ comunicative non rivelate.


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Mappe di Aleksandra Mizielinski Daniel Mizielinski

domenica 31 maggio 2015

Un anno dopo la seconda puntata di un semestre di letture: Chaim Potok, ma anche Gheula Canarutto Nemni e me, che grazie a lei rileggo la mia vita.

(Del primo semestre scrivevo qui).
L'anno scorso facevo delle ricerche sugli ebrei messianici.
Mia cognata ci ha dedicato la tesi di laurea e mi incuriosiva davvero sapere perchè un ebreo decida di rimanere ebreo quando inizia a credere in Gesù come figlio di Dio, visto che la differenza tra le due fedi è poi tutta incentrata su questo.

Il fatto che noi cristiani abbiamo le radici del nostro credo nell'ebraismo mi ha sempre affascinato: Gesu` di fatto era ebreo.

L'identita` e la dignita` dell'individuo ebreo sta nel suo rapporto con Dio.
E' Dio che ha creato il popolo ebraico la' dove invece esisteva solo una massa di schiavi in Egitto al tempo del Faraone Ahmose nel 1550-1525 a.C. circa. 
Gli ebrei ne sono talmente convinti che il tempo della loro intera esistenza personale e collettiva sulla terra, tutta la lunga tradizione rituale, perfino la scansione delle ore, i gesti quotidiani sono imperniati attorno alla relazione con YHWH, l'unico Dio dal nome impronunciabile per la sua immensita` e potenza.
La certezza della esistenza e della bonta` di Yahveh e`radicata nel cuore dell'ebreo perche` i suoi padri hanno vissuto nella loro carne la liberazione dalla morte, dalla schiavitu`, il passaggio alla liberta`, alla nuova vita, alla dignita` di popolo, alla terra promessa fertile e bella.
Ha sperimentato la sua finitudine e infedelta` a questo progetto divino attraverso il cammino nel deserto, ha visto come Dio lo ha amato e lo ha preceduto sempre senza stancarsi della debolezza umana. I padri hanno tramandato ai figli e i figli ai loro figli questo precetto, attraverso la narrazione orale e la lettura della Torah: il precetto di amare Dio rispettando le Dieci Parole consegnate sul Sinai a Mose` (quelli che noi occidentali definiamo i Dieci Comandamenti) che sono la Costituzione del popolo di Israele. Dio tira fuori degli schiavi dall'Egitto e ne fa un popolo, affida l'organizzazione delle cose a Mose` dialogando man mano con lui, crea delle leggi che conferiscano dignita` agli Israeliti come popolo e lo conduce attraverso un lungo cammino nel deserto e finalmente gli consegna un paese dove abitare.
La conquista di questo territorio è preceduta da un lunghissimo percorso di 40 anni nel che guardando la cartina appare assurdo ed in effetti lo è: Dio permette che questo popolo ritardi di 40 anni l'entrata in patria facendogli allungare il percorso e questo perché?
Perché ci vuole molto tempo prima che l'uomo impari ad affidarsi a Dio, a rendersi conto che la storia che gli sta costruendo è buona per lui, attraverso mormorazioni, incredulità, ribellioni il popolo di Israele si rende conto che Dio lo ama, che ogni volta lo perdona, cha ha a cuore la sua vita, che sempre lo salva, lo cura, lo nutre, lo disseta e quando finalmente il rapporto tra il popolo e il suo Dio diventa di totale abbandono, di fiducia, di gratitudine, gli ebrei metteranno radici in Palestina "terra di latte e miele".

Tutta la Torah è un ricordare ciò che Dio ha fatto con gli ebrei. Se un padre trova la fonte di un'acqua miracolosa non si sente forse in dovere di dare da bere di questa fonte anche ai suoi figli? Così i genitori ebrei parlano ai loro bambini raccontando i fatti perché possano conoscere questo Dio grande e potente che ha pensato a loro da sempre.

Chaim Potok

giovedì 11 dicembre 2014

Japan Mood


Sto leggendo romanzi che alimentano il mio mood del momento. 

Credo capiti un po' a tutti prima o poi di trovare letture che si inseriscono bene nel periodo che si sta vivendo, magari altre invece ne sono distanti o viaggiano in senso parallelo alla vita di tutti i giorni. 
E non si tratta solo di genere letterario, ma proprio di contenuti: sentimenti miei che ritrovo scritti sulle pagine di un romanzo, sensazioni che mi appartengono, esperienze vissute, ragionamenti che mi frullano in testa che un'altro e` riuscito a tradurre in storie interessanti, come forse io non avrei mai saputo fare.
Quante volte mi e` capitato! E piu` "divento grande" piu` faccio di queste esperienze letterarie.
Con "La porta" di Natsume Sōseki e` andata cosi`, un anno fa quando me lo sono fatto prestare da Stefania le sensazioni provate furono esattamente queste: un senso di familiarita`, tra le righe della storia trovavano finalmente un nido i miei pensieri inespressi, la scrittura lenta e delicata di Sōseki mi ha conquistata, mi sono riposata nei dialoghi intimi dei suoi personaggi. 
Poi e` successo che sono entrata "nel tunnel" e quell'autore mi ha portata lontano. 
Mi sono lasciata coinvolgere dalle atmosfere orientali e complice il corso di lingua giapponese che, con molto coraggio (ma anche una buona dose di incoscienza lo ammetto) ho intrapreso sono andata alla deriva. Mi trovate sulle spiagge di Okinawa a leggere o in un caffe` a Tokyo ad esercitarmi sui katakana o ancora in un giardino a osservare la gente che passa o al mercato a tentare di comunicare con i venditori al banchetto della verdura. Sono qui ma sono molto anche li` e non e` escluso che un giorno non ci sia proprio in carne ed ossa. 

mercoledì 1 ottobre 2014

M. (13 anni) recensisce "L'Amazzone di Alessandro Magno" di Bianca Pitzorno

L'Amazzone di Alessandro Magno
Bianca Pitzorno
ed. Mondadori Junior


Questa storia e` ambientata tra il 336 a.C. e il 327 a.C., quando Alessandro Magno viaggiava per l'Oriente conquistando quelle che erano l'antica Turchia, Palestina, Egitto, Iraq, Iran, Afghanistan, Pakistan e molti altri paesi ancora...
A quel tempo Alessandro Magno viaggiava a capo di una carovana di persone che si ingrandiva man mano che conquistava le citta` e i paesi. 
Il protagonista della storia non e` Alessandro Magno pero`, ma una bambina di nome Mirtare.
Questa bambina era stata adottata da Alessandro quando era piccolina e lei stessa non conosce le sue origini. Nel momento in cui inizia il romanzo Mirtare ha 5 anni e viene istruita al pari dei bambini maschi della carovana da Eumene, il vecchio cancelliere del padre di Alessandro; infatti anche se a quel tempo dare istruzione alle donne era considerato uno spreco, Mirtare prendeva lezioni grazie ad un piccolo capriccio di Alessandro che la teneva in grande considerazione.
E` cosi` che la storia si snoda lungo le antiche strade dell'Oriente tra una meraviglia e un'altra, descrivendoci anche la cultura degli antichi greci, delle loro credenze, paure, abitudini e la vita sulla carovana sempre in movimento, ma soprattutto della bonta` di Alessandro Magno, delle sue ricchezze e della sua grandezza.
Mirtare in seguito scoprira` qual'e` la sua origine e prendera` decisioni inaspettate che io non ho potuto fare a meno di approvare e ammirare, perche` secondo me sagge e coraggiose.

A me questo libro e` piaciuto molto, perche` oltre che a raccontare una storia personale, tiene una sorta di lezione di storia, ma non una di quelle noiose al contrario molto scorrevole e piacevole. Mi ha portato indietro nel tempo tra i greci e mi ha incuriosito leggere quello che pensavano quando accadeva un fatto e capire perche` ragionavano in quel modo. 


giovedì 10 luglio 2014

Un semestre di letture - Prima Puntata: Eshkol Nevo

Non scrivo qui da molto tempo.
O meglio non pubblico perche' in realta` ho un sacco di post tra le bozze, ma devo concludere con le parole giuste e non sono del tutto soddisfatta.
L'ultimo post risale a gennaio 2014, da quella data la sottoscritta ha letto la bellezza di 16 libri (ma quando?) e ne ha in lettura molti altri (conoscete gia` il mio account aNobii?).
Volevo scorrere rapidamente con una serie di "puntate" cio` che ho letto e condividerlo perche` c'e` molto che vale la pena di scoprire.

In questa prima diciamo cosi` "puntata" vorrei parlare di due libri bellissimi di Eshkol Nevo, scoperti casualmente grazie alla recensione che ne faceva un settimanale appoggiato sul tavolino nella sala d'aspietto del medico (a proposito non pensate che le sale d'attesa possano essere un ottimo punto di scambio libri?)
Vi invito a leggere questo autore, io adoro la sua scrittura: mi cattura, mi affascina, mi coinvolge e non sono piu` capace di smettere. Entro nel suo mondo, mi piaccia o no cio` di cui sta scrivendo. 

Più riguardo a NeulandPer primo ho letto "Neuland" che e` una storia ambientata ai giorni nostri . Un uomo e una donna partono da Israele per il Sud America, non si conoscono e stanno ognuno cercando una persona diversa: lui si chiama Dori ed e` sulle orme di suo padre preoccupato perche` da troppo tempo non ne ha notizia, lei si chiama Inbar e cerca se stessa o meglio la persona che vorrebbe essere. Finiranno per incontrarsi e collaborare assieme e troveranno ovviamente molto altro.
La storia e` tanto assurda quanto possibile, ma non ho potuto smettere di leggerla e nonostante il libro conti 640 pagine l'ho divorata in 18 sere facendo anche le ore piccole fino a che gli occhi si chiudevano da soli.

Più riguardo a La simmetria dei desideri

"La simmetria dei desideri" e` stato un acquisto obbligato: dopo aver preso in prestito "Neuland" e aver apprezzato cosi` tanto questo autore ho deciso che il libro successivo doveva rimanere mio. Ed e` quello che ho amato di piu`. Sono arrivata al punto di interromperne la lettura quando ormai intuivo che la storia era all'epilogo, vedevo assottigliarsi il numero delle pagine e pensavo: "Oddio no! Sta per finire davvero! Non voglio uscire da qui!", ovviamente ho resistito due giorni e poi mi ci sono ributtata a capofitto sperando che Nevo avesse in progetto un altro romanzo o (chissa`?) proprio il seguito di questo. I protagonisti sono 4 amici e la loro storia personale e comune si dipana nel tempo scandita dai mondiali di calcio. Yuval che e` uno dei quattro e` anche la voce narrante. Forse e` troppo poco quel che ho riferito fin qui, ma non mi sento di raccontare nulla di questa storia, non mi va di anticiparvi niente della delicatezza di questo legame di amicizia ne` della forza dei sentimenti che pervade tutto il libro e neanche dell'umilta`, lealta` e intellligenza di Yuval. Secondo me e` un capolavoro e meriterebbe davvero anche una rilettura, anche meno tumultuosa della mia perche` e` questo che mi ispira la scrittura di Nevo: divoro le righe, i capitoli, mi rigiro le frasi sulla lingua e non ne sono mai sazia. Aggiungo solo che in otto serate di lettura l'ho terminato, compresi i due giorni di pausa forzata!


Ci tengo a precisare che hanno spesso paragonato Nevo ad autori come Amos Oz e David Grossman, definendolo "il loro erede"; ovviamente mi sono messa a verificare di persona, ma al momento (e comunque lo ha detto tra le righe Nevo stesso in una recente intervista a Milano per Libreriamo) mi pare che a parte il fatto che tutti sono scrittori ebrei contemporanei il ritmo di Nevo sia davvero unico.
Sempre disposta a rimangiarmi tutto, solo dopo aver completato la lettura degli altri due ovviamente.

Nel prossimo post vi presentero` altri 5 romanzi tutti di un unico autore che sono stati la conseguenza diretta della lettura di Eshkol Nevo, per non uscire dal mondo ebraico, per ritrovare il sapore della narrazione pulita, ma altamente introspettiva. Gli ebrei le sanno raccontare le storie, davvero.
E poi cosi` mi sono trovata catapultata in una dimensione apparentemente lontana, ma in realta` vicina a tutti noi: la guerra.

domenica 19 gennaio 2014

M. (13 anni) recensisce "Eragon" di Christopher Paolini



ERAGON
di Christopher Paolini
ed BURbig Rizzoli

Questo e` un romanzo, il Libro Primo del "Ciclo dell`Eredita`" de "La saga di Eragon".

Quando avevo circa 10 anni l'ho trovato in biblioteca, ma provando a leggerlo mi era sembrato difficile: non riuscivo ad afferrare la trama del romanzo.
Qualche giorno fa in  occasione del mio compleanno la mia amica Anna me l'ha regalato e al contrario di quello che era successo 3 anni fa mi sono subito immersa nella lettura rimanendone catturata.

Il protagonista di questa storia e` un giovane contadino di nome Eragon che abita in un paese della regione di Alagaesia che e` parte di un mondo fantastico il cui crudele imperatore Galbatorix cavalca un Drago come un cavaliere e si fa servire da malvage creature mistiche.
Eragon trova un uovo di drago che aspetta da millenni il suo cavaliere, ma l'evento e` solo apparentemente casuale, in realta` nel suo destino era scritto che lo sarebbe diventato, l'uovo l'ha scelto e per questo si schiude in casa sua e ne esce il drago Saphira.
Nel frattempo i servitori di Galbatorix vengono a sapere che l'uovo di drago e` in mano ad Eragon e lo vanno a cercare per portarglielo via, bruciano la sua casa e nel rogo muore lo zio adorato, che gli aveva fatto da padre.
Da qui inizia l'avventura di Eragon che parte per vendicarsi di questo omicidio.
Diventera` cavaliere, fara` amicizia con Saphira, ma durante questo percorso, tra nuove conoscenze e dolorose perdite, lo scopo del suo viaggio cambiera`.

A me questa storia e` piaciuta perche` e` ricca di avventure e quando sembra che tutto stia andando bene un problema e` dietro l'angolo, per questo motivo non e` mai noioso!
Il racconto e` facilmente leggibile perche` il linguaggio usato e` semplice.
Pur essendo privo di illustrazioni, a parte la mappa dell'Impero, ci sono molte descrizioni dettagliate di personaggi, ambienti e cose che ti aiutano ad entrare nell'atmosfera.
Sulla copertina l'immagine e` molto bella e realistica.



giovedì 2 gennaio 2014

E. (11 anni) recensisce "Il Diario di Lizzy Bennet" di Marcia William



Il Diario di Lizzy Bennet
Marcia William
ed.Rizzoli
 
 
Questo libro mi e` stato regalato da mia mamma per Natale e mi e` piaciuto molto e apprezzo che abbiano fatto una versione per ragazzi del libro di Jane Austen che si chiama "Orgoglio e Pregiudizio".
Lizzy Bennet e` una ragazza con una famiglia molto numerosa, vive nella campagna inglese.
Sua madre e` costantemente occupata nel trovare marito alle sue figlie.
Lizzy e` contraria a questa cosa anche se le piacerebbe avere un marito che la ami.
Tutto inizia quando due gentiluomini molto ricchi, belli e scapoli si stabiliscono in una elegante casa nelle vicinanze. Vengono subito coinvolti in varie feste perche` li si possa conoscere.
Uno di loro si innamora della sorella maggiore di Lizzy, mentre l'altro e` antipatico, scontroso e non sembra affatto socievole.
Lizzy e Darcy sono entrambi altezzosi e pieni di pregiudizi uno nei confronti dell'altro e vivono i momenti di festa e convivialita` come fossero delle torture.
Ma Lizzy pian piano scopre che Darcy e` un gentiluomo e a poco a poco capisce di essere attratta da lui.
 
Questo libro esprime bene cosa si prova ad essere innamorati, perche` Lizzy e` contraria al matrimonio di convenienza e quando si scopre innamorata di Mr Darcy e` molto sorpresa: non aveva mai provato un sentimento cosi` forte e scrive tutte le sue emozioni in questo diario.
Le vicende e le sensazioni sono presenti nel libro sotto forma di lettere incluse nel diario, ricordi (fiori secchi, piuma di uccello, foglie) e disegni e decori che Lizzy realizza sulle pagine.
 
 


Consiglio a tutti i ragazzi della mia eta` questo libro perche` e` molto curato nei dettagli, scorrevole, piacevole da leggere o anche solo guardare ed e` anche divertente in alcuni tratti.



 

lunedì 11 novembre 2013

Poesie d'autunno

 

I nostri figli a scuola stanno imparando le poesie a memoria.

Quando ero una bambina come loro la cosa mi terrorizzava.
Questo perche` soffrivo di ansia da prestazione (un problema che mi affliggeva costantemente anche durante gli anni di conservatorio) e cioe` sapevo che poi avrei dovuto recitarla a memoria davanti a tutti. Non ho mai amato esibirmi.
Ma questi nostri bambini non mi assomigliano affatto: imparano con facilita` e sono contentissimi di recitare le poesie con espressivita` e soprattutto di sapersele ricordare.

Oggi e` la Festa di San Martino e G. ha imparato l'omonima poesia di Carducci.
Non e` stato semplicissimo pur essendo in quinta elementare: il linguaggio in cui si esprime e` lontano anni luce da quello odierno, ma e` stata una sfida che G. ha raccolto con spirito combattivo e ambizioso.

Acoltandolo recitare "San Martino" mi sono goduta appieno questa poesia forse per la prima volta.

E` cosi` ingiusto che per la maggior parte delle persone il momento per imparare a memoria le poesie rimanga quello dell'infanza, in fondo e` anche quello in cui non le si puo` apprezzare!
Sara` sicuramente un problema di memoria, quella dei bambini e` portentosa e man mano che gli anni passano se non la si tiene in allenamento va riducendosi.
Comunque la maestra di G. ha dedicato una lezione intera alla parafrasi di quest'opera, ma sono sicura che tra i due chi se l'e` gustata di piu` sono stata io, certamente anche perche` era mio figlio a recitarla!




E. invece ha imparato a memoria una bellissima poesia di Marino Moretti che si chiama "Natura Autunnale" e nel recitarla si e` divertito all'idea che il fungo sia un fiore ad ombrello



Le poesie autunnali sono moltissime, la stagione e` troppo sgargiante per passare inosservata, su Instagram i ritratti della natura impazzano.
L'autunno E` poesia. E i bambini memorizzano, memorizzano, memorizzano...

 

 

mercoledì 23 ottobre 2013

COSA e (soprattutto) COME sto leggendo?

letture culinarie
Quest'estate ho letto molto. In genere leggo molto anche durante le altre stagioni, ma in estate le ore che durante l'anno dedico ai compiti dei bambini me le metto da parte per la lettura.

E ho letto tantissime cose: alcune molto belle.

E ho li` ancora progetti di lettura da realizzare: libri prenotati in biblioteca, libri in preview sul kindle (e` danneggiato porca miseria), libri prestati, libri consigliati nel carrello, libri solo nella mia testa.

Una volta leggevo tutto un libro da cima a fondo e non ne iniziavo mai uno nuovo senza aver finito il primo. Era un mio personale metodo che poteva risultare frustrante, ma il piu` delle volte mi permetteva di rimanere concentrata sull'opera.
Da qualche anno in qua` invece sul comodino (veramente non e` un comodino, ma una mensola sopra la testiera del letto) stazionano moltissimi libri corredati di segnalibro. E` una personale foresta da cui attingere a seconda del mood del momento.
La considero una coccola, anche un po' un piccolo lusso a dire la verita`. Sento che quei libri sono amici benevoli e avranno il tocco giusto per accompagnarmi nel rituale dell'addormentamento.

NB Ho in preview nel kindle un libro condiviso su Instagram e di cui mi ha catturato l'immagine(eh...son fatta cosi'...) e proprio oggi ho scoperto che uscira` nella traduzione italiana di Stassi per Sellerio: "Curarsi con i libri".
Inutile aggiungere che lo acquistero'.

martedì 17 settembre 2013

Eccomi di nuovo su Zebuk! Scake recensisce "Cuore di bestia" di Noelle Revaz

Eccomi di nuovo su Zebuk!
OGNI VOLTA IL CUORE MI BATTE FORTE
MANCO MI AVESSERO PUBBLICATO UN LIBRO TUTTO MIO!!!
E` l'effetto che mi fa potermi esprimere a largo raggio, credo.
Comunque ho letto questo libro incredibile
e la mia recensione si puo` leggere
 
 oppure qui di seguito.

Buona lettura!

 
 

martedì 10 settembre 2013

Ho letto un libro brutto...ma brutto brutto eh? Scake recensisce "Io che amo solo te" di Luca Bianchini

Prima di tutto ci tengo a precisare con la massima serieta` che non amo per niente farmi nemici ne` apparire spietata a tutti i costi.

Ma quando e` troppo e` troppo!



L'autore e la casa editrice Mondadori hanno pubblicizzato questo romanzo con ogni mezzo (giustamente dico io, uno lavora e poi vende il suo prodotto no?): regalandolo agli ascoltatori della trasmissione "Colazione da Tiffany" come premio per la migliore risposta, attraverso riviste, interviste e perfino in cima ai monti durante almeno una delle serate-evento letterarie che i piccoli comuni organizzano per i numerosi turisti durante l'estate.
Una di quelle operazioni commerciali che si metteno normalmente in piedi per autori affermati.

Ma questa storia e` davvero piccola piccola e scritta male male. Non si merita per niente tutto il glamour che l'ha preceduta e accompagnata e non so perche` abbia fatto tanto successo. O forse si.

Luca Bianchini alla radio (birignao insopportabile a parte) e` cordiale e gentile, da' il benvenuto al pubblico la mattina presto con dedizione e solarita`.
Pero` dico io: MA PERCHE` TI SEI MESSO A SCRIVERE???????
E soprattutto quanto avevi in Italiano alle superiori?
Perche` il componimento non e` degno di un tema di terza media: una storia di una banalita` sconvolgente (della levatura di "Uomini e Donne" della de Filippi), perfettamente prevedibile dall'inizio alla fine, piattissima, dove i sentimenti piu` viscerali stanno a galla con i braccioli perche' non essendo abituati alla profondita` rischiano grosso (magari avessero rischiato un pelo di piu`) e per terminare con i pregi e` scritto in un'italiano che Devoto Oli si sara` rivoltato nella tomba 200 volte mentre il dizionario dei Sinonimi e Contrari ancora grida vendetta.

martedì 13 agosto 2013

ZAMZAMZAM!


Questa cosa mi ha attraversato il cervello come un fulmine: STACCO TUTTO!
zamzamzam!
E senza pensarci troppo (che senno` ci ri-penso) lo faccio: vado in modalita` "slow" cominciando la giornata con la spesa fatta col carrello (ma che idee mi vengono certe volte dico io....).
Mi assentero` dal web fino alla fine di agosto. Questo vuol dire niente condivisioni, niente post, niente foto, niente instagram perche` non mi connettero` piu` fino alla data stabilita.
Il mio cervello lavora troppo e troppo velocemente e quindi mi rimettero` a sferruzzare e a panificare lasciando fluire tutti i pensieri e a leggere per ricatturare quelli buoni.
Un saluto affettuoso a tutti tutti tutti.
Scake

venerdì 9 agosto 2013

Scake (41 anni) recensisce "Hannah e le altre" di Nadia Fusini



"Hannah e le altre"
Nadia Fusini
Einaudi
Mi sono appassionata a questo libro in maniera del tutto travolgente, ma soprattutto inaspettata.
Inaspettata perché non sono un'accanita lettrice di testi di saggistica, né di filosofia, né di poesia.
Mi interessano si` la letteratura e le biografie (ed in effetti è stata questa la molla che ha fatto scattare la voglia di affrontare questa lettura), ma mai avrei pensato di volgere tanta attenzione ad un opera di tale portata.

Tutto e' iniziato con un trasmissione radiofonica che seguo spesso, che si chiama Fahrenheit e che e` in onda dal lunedì al venerdì su radiotre alle 15.00.
La conduttrice un giorno ospita in studio Nadia Fusini ed io, che nel frattempo ero in macchina ad attendere l'apertura della scuola materna per andare a prendere mia figlia, mi metto ad ascoltare con interesse il dialogo fra le due perché si sta parlando di Virginia Woolf e anche di Simone Weil.
Scopro che Nadia Fusini ha scritto su molte donne letterate perche` le ha messe al centro dei suoi studi, è traduttrice dall'inglese di parecchie opere classiche ed ha occupato prestigiose cattedre. Al momento insegna nell'Istituto Italiano di Scienze Umane.

Ho nutrito nei confronti di Virginia Woolf sentimenti contrastanti: una sincera ammirazione per la sua mente feconda, un'altrettanta sincera compassione per la sua malattia, ma anche una particolare antipatia per via di certi suoi atteggiamenti snob nei confronti di altri scrittori del suo tempo.
Ho letto "Al faro" proprio nella traduzione della Fusini (come ho scoperto a posteriori!) e stralci del suo "Diario", ho vissuto con intensita` la visione di "The Hours" di Daldry e Cunningham, l'ho spiata nei suoi atteggiamenti piu` casalinghi attraverso gli occhi di diversi autori contemporanei: "D'armonia risuona e di follia" di Eugenio Borgna, "La scrittrice abita qui" di Sandra Petrignani, me ne sono andata a passeggiare da sola a Bloomsbury, in silenzio e senza fretta, sbirciando tra le finestre, le porte, immaginando il giro di letterati che frequentava quel quartiere, respirando quell'aria cosi` pacifica ed elegante che fluttua in quell'angolo di Londra.


Bloomsbury - London , Aprile 2013

martedì 30 luglio 2013

Cookbooks: rustic fruit desserts



 

Parlare di questo libro significa immediatamente deglutire l'acquolina che ti si forma in bocca:
questo e` un libro da "gustare".

Mi piace tutto: il formato, la copertina, le fotografie incluse, la premessa e le ricette.
Come dice il nome e` un ricettario di dolci rustici alla frutta, ma i dolci di una volta, quelli senza glasse, fiocchetti e decorazioni. A quelli uno dei due autori ha dedicato un altro libro che ancora non ho, ma AVRO` PRESTO perche` a me piacciono anche quelli! Eccolo qui sotto:

ecco l'altro libro

Invece Rustic Fruit Desserts presenta dei dolci che richiedono mani disposte a stare "molto in pasta" e che si possono realizzare tutto l'anno usando frutta disponibile al momento sul mercato.
Il libro infatti e' diviso in quattro sezioni che corrispondono alle quattro stagioni e ognuna di queste si apre con la descrizione di cio` che si puo` trovare sui banchi del fruttivendolo in quel periodo dell'anno (e se si e` piu` fortunati nel bosco dietro casa!).

Julie Richardson e Cory Schreiber sono due americani che vivono in Oregon: Cory attualmente lavora per il dipartimento dell'Agricoltura dell'Oregon, mentre Julie conduce una panetteria deliziosa a Portland.
L'amore per la natura, il rispetto dei suoi ritmi e la passione per il buon cibo hanno portato questi due autori ad incontrarsi per condividere ricette di dolci che valorizzino al massino cio` che la terra produce in ogni stagione dell'anno. E da questo incontro e` nato questo ricettario delizioso e appunto ...mouthwathering!

giovedì 25 luglio 2013

Zebuk e "La Casa Bianca" di Herman Bang

Eccomi qui dopo tanto tempo con una bella novita` (almeno per me):

sono estremamente lieta di annunciarvi che su Zebuk e` uscita una mia recensione su l'opera di Herma Bang "La casa Bianca" edita da Iperborea.

Sono tanto contenta della fiducia accordatami e vi auguro buona lettura.

Il link che dovete seguire e` il seguente

http://zebuk.it/2013/07/la-casa-bianca-herman-bang/

ed il dolce da scoprire e` qui.

Buona lettura e ... buon appetito!!!!!





Sponge Cake da farcire






Tenete conto che a me piace come la vedete nelle foto sopra: alta e un po' storta, imperfetta diciamo! Per questo motivo ho cotto la sponge in uno stampo da plum cake, poi l'ho divisa in due parti e ho tagliato per lo spessore ogni parte in altre due. Ho ottenuto cosi` quattro strati.
Se raddoppiate le dosi e la cuocete in uno stampo classico avrete una torta rotonda a tre strati.

Sponge Cake con fragole e panna
per la sponge:
3 uova a temp.amb.
90g di zucchero
60g di farina 00
un cu di essenza di vaniglia
un pizzico di sale
per la farcia:
3 Cu di limoncello (o altro liquore dolce)
300g di panna freschissima da montare
un Cu di zucchero semolato
un cestino di fragoloni maturi e dolci

Montate le uova con lo zucchero, il sale e la vaniglia a lungo fino ad ottenere una spuma bianca e sofficissima. Incoporate la farina setacciata a poco a poco con una spatola senza smontare il composto di uova. Mettete nello stampo imburrato ed infarinato a 180 gradi per 30 minuti. Sfornate e quando e` freddo staccate passando un coltello sul bordo interno dello stampo.
Montate la panna con lo zucchero e riducete a rondelle le fragole tenendone alcune intere per la decorazione in superficie.
Tagliate a vostro piacimento la sponge ormai fredda in piu` strati, bagnateli con il liquore diluito con un po' di acqua, spalmateli con la panna montata e guarniteli con le fragole a rondelle. Sovrapponeteli uno sull'altro e dopo aver allestito la torta spalmatela tutta di panna e completate con i fragoloni a testa in giu`.

La Sponge Cake in questa versione, che come dice Ste* e` la piu` antica, e` decisamente piu` leggera del nostro Pan di Spagna: meno zucchero e meno farina. Molto ariosa dopo la cottura, asciutta e quindi secondo me proprio da farcire. Ne esiste un secondo tipo, con l'impasto detto Savoy, che e` piu` consistente e conservabile e si prepara incorporando gli albumi montati a meringa al composto di uova e zucchero e comunque variano anche gli ingredienti (appare del burro e del cremor tartaro, un po' piu` di zucchero e farina).

*Stefano Arturi gastronomade per passione e chef  qui il suo blog

giovedì 30 maggio 2013

:: I Dinosauri nell'Economia della Lingua Inglese ::



Arthur
Avevo un post pronto sulla golosita` delle lettrici e dei lettori, ma lo tengo in caldo per riportare cio` che ho letto oggi.
E cio` che ho visto.
E cio` che ho vissuto.
Insomma tutta la mia giornata ad alto tasso "cult"!


Oggi noi stiamo leggendo "THE DINO-BESTIARY".

Innanzitutto premetto che la scuola elementare che i miei figli frequentano ha nel programma delle ore di CLIL (“Content and Language Integrated Learning”) in lingua inglese e tedesco. Il teacher che insegna inglese in particolare si chiama Filippo. Filippo e` un ragazzo giovane, simpatico ed entusiasta della sua professione. L'impronta che ha dato al suo programma di insegnamento della lingua inglese e` originale, innovativo e soprattutto efficace: stimola i bambini a vivere la lingua usandola come se fossero studenti di una scuola anglosassone. Affronta in inglese la musica (insegnando loro le canzoni dei Beatles sua grande passione), l'educazione motoria e anche le scienze.

Quest'anno il teacher si e` lanciato in quello che ha definito un progetto incosciente: far realizzare ai bambini con l'aiuto di un'artista una scultura in cartapesta e precisamente un cucciolo di T-REX in dimensioni reali!

domenica 28 aprile 2013

Sono una lettrice golosa: vacanze e scones.

Testo Narrativo di E.M.
+
Dried Fruit Scones
 
Siamo appena tornati da un viaggio: io, mio marito e le due figlie grandi a Londra, i tre piccoli a Venezia.
Ognuno ha vissuto questa vacanza a modo suo portando a casa moltissimi ricordi.
I miei come al solito sono principalmente legati a gusto e olfatto: il cibo del luogo che visito e` per me strettamente connesso con la sua conoscenza, non posso prescindere da frequenti visite a farmer markets, supermercati, bottegucce. Ficco il naso in ogni cosa che non conosco e mi godo il ritrovamento di profumi e sapori noti come fossero parenti lontani da lungo tempo e ora di nuovo con me.
 
 
 
Mio figlio E. (7 anni) stamattina ha scritto un piccolo tema sul suo soggiorno appena trascorso.
Gli sono stata accanto durante la composizione ad ascoltare le rotelline del suo cervello muoversi.
Me lo sono goduto tutto.

lunedì 8 aprile 2013

Sono una psico-lettrice golosa

Ho appena finito di leccarmi le dita e adesso posso scrivere (eheheheheh..)
Il connubio di oggi e` questo:
Tiramisu` leggero
+
"D'armonia risuona e di follia"
di Eugenio Borgna - Feltrinelli
(ed un assaggio di Allevi)


Il tiramisu` e` gia` finito, il libro e` ancora in lettura.
La scelta del dolce per accompagnare questa lettura nasce direttamente da cio` di cui il libro tratta: il dolore generato dalla malinconia e dalla malattia psichiatrica come fonte di poesia.
E` un argomento molto delicato e molto intenso.

Perche` una come me si va a leggere certi libri vi chiederete?

Cominciamo da Adamo ed Eva.

mercoledì 27 marzo 2013

Scake(41 anni) recensisce "Racconti londinesi" di Doris Lessing


 
 

Questo libro non e` un nuovo acquisto. Lo comprai un mondo di anni fa, prima di sposarmi, sicuramente studentessa universitaria.
Mi aveva attratto di questa autrice che abbia vissuto in molti posti diversi.

In effetti sembra che io ogni tanto preferisca autori che hanno girato il mondo: li leggo quando ho bisogno di un respiro piu` ampio, un confine allargato, quando sogno di fare casa altrove.

Il fatto e` che  ho la prospettiva di un terzo viaggio a Londra fra meno di un mese.
E allora ho ripescato dalla mia libreria questi racconti.
Mi preparo a riassaporare la freschezza e la crudita` della grande citta`, ad inalare il puzzo e i profumi dell'umanita` cosi` varia che abita Londra.
Ricordo quando ci andai la prima volta con il passeggino e una piccola bimba di 6 mesi sepolta sotto strati di indumenti, per proteggerla dall'aria tagliente autunnale.
La piu` lunga sequenza di belle giornate inanellate una dietro l'altra nella storia dell'autuno londinese: 10 giorni di sole. E freddo pungente.